Il 24 settembre 2026 CIM ha presentato al Senato il Position Paper “Misurare per scegliere. Investire per crescere.” L’incontro ha rappresentato l’occasione per portare nel dibattito politico una prospettiva maturata lavorando con le imprese manifatturiere: quali ostacoli incontrano quando provano a innovare e a crescere, e come può intervenire la politica industriale.
L’incontro, su iniziativa del senatore Marco Meloni, ha riunito Raffaele Spallone del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, l’onorevole Giulia Pastorella e i senatori Lorenzo Basso e Luigi Nave. CIM ha portato al tavolo i problemi osservati nel lavoro quotidiano con le imprese e una domanda per la politica industriale: come far sì che innovazione e risorse pubbliche producano più produttività, capacità di crescere e accesso a nuovi mercati?
Dal lavoro con le imprese al Position Paper
Il Paper raccoglie l’esperienza maturata da CIM in sette anni di attività e nel confronto con oltre duemila imprese. Un’osservazione che passa dai reparti produttivi, dalle scelte di investimento e dalle difficoltà incontrate nell’adottare una tecnologia.
Da questo lavoro emerge l’importanza della continuità dell’accompagnamento. Un interlocutore stabile aiuta l’impresa a individuare le priorità, sperimentare le soluzioni e verificarne i risultati in produzione. L’investimento può così diventare parte di un percorso di sviluppo.
"Le capacità produttive necessarie sono spesso già presenti in azienda. L’ostacolo è di qualifica."
La sfida è estendere questo approccio alle imprese che oggi restano ai margini dei percorsi di innovazione. Il documento si concentra sulle micro, piccole e medie imprese manifatturiere con potenziale di crescita, innovazione, diversificazione o aggregazione, riconoscendo che le situazioni di crisi strutturale richiedono strumenti specifici.
I contenuti del paper: produttività e crescita dimensionale
Il primo messaggio del paper riguarda due leve complementari.
La prima è aumentare la produttività all’interno delle imprese, attraverso tecnologie, organizzazione, competenze e capacità manageriali. La seconda è consentire alle imprese che possono crescere di aumentare la propria scala, aggregarsi, attrarre capitali e raggiungere nuovi mercati.
La maggiore dimensione può rendere sostenibili investimenti e professionalità che una piccola organizzazione fatica a finanziare. Il rapporto tra scala e produttività va però letto insieme alla qualità della gestione, alla specializzazione e ai mercati serviti.
Nel dibattito, Lorenzo Basso ha richiamato proprio questa distinzione: il tema è creare le condizioni perché un’impresa con capacità di mercato possa svilupparsi. Per la politica industriale significa intervenire anche sugli ostacoli che rendono la crescita difficile o poco conveniente, dagli adempimenti che scattano al superamento delle soglie all’accesso al capitale.
Diversificare i mercati valorizzando ciò che l’impresa sa fare
Un secondo insight riguarda la dipendenza da pochi clienti. Un’azienda legata a un solo committente può migliorare la propria efficienza, ma le sue prospettive di crescita restano condizionate dalla domanda di quel cliente.
Il paper propone di lavorare sulla diversificazione dei committenti e delle filiere a partire dalle capacità produttive già presenti. Una competenza nei materiali, nella meccanica di precisione o nei processi di produzione può trovare applicazione in settori diversi, purché l’impresa riesca a soddisfarne i requisiti.
Da qui la proposta di sostenere i percorsi di qualificazione industriale e di coinvolgere le imprese capofila nello sviluppo dei fornitori. Con una condizione precisa: competenze, qualifiche e capacità acquisite attraverso il sostegno pubblico devono essere utilizzabili anche con altri clienti. In questo modo, l’intervento rafforza l’autonomia dell’impresa e amplia le sue possibilità di mercato.
Tecnologia e formazione dentro lo stesso progetto
Per adottare una nuova tecnologia servono persone in grado di usarla e processi capaci di integrarla. Il documento propone quindi di collegare più strettamente investimenti tecnologici, formazione ed esigenze produttive.
Il Contratto di Innovazione Integrata riunirebbe in un unico percorso progetti che combinano più componenti, come digitale, intelligenza artificiale, automazione, efficienza energetica e qualificazione industriale. La sperimentazione prima dell’investimento aiuterebbe a verificare l’utilità delle soluzioni in condizioni rappresentative.
Il Voucher Formazione-Innovazione legherebbe invece la formazione a un progetto aziendale concreto. I contenuti partirebbero dai problemi rilevati in impresa; la verifica riguarderebbe le competenze acquisite e il loro effetto sul lavoro.
Misurare che cosa cambia dopo l’investimento
Il titolo del paper esprime anche una proposta di metodo: valutare gli effetti degli interventi nel tempo.
Risorse erogate, progetti finanziati e corsi realizzati descrivono l’attività svolta. Per capire quanto una politica abbia contribuito alla competitività occorre osservare anche valore aggiunto per addetto, nuovi clienti, export, consumi per unità di prodotto e capitale privato mobilitato.
Raffaele Spallone ha richiamato la centralità della valutazione per orientare e correggere gli strumenti pubblici. Il paper propone un sistema indipendente che segua le imprese dopo gli interventi, utilizzando anche dati amministrativi già disponibili.
Fra gli indicatori trova spazio il tempo: quanto passa dalla diagnosi alla sperimentazione e dalla sperimentazione alla produzione. Per un’impresa, la velocità di questo percorso incide sulla possibilità di cogliere un’opportunità di mercato.
Le proposte per il 2027–2031
Il paper traduce questa analisi in un Piano Nazionale per la Competitività delle MPMI 2027–2031. Le sette proposte agiscono su tre fronti collegati: creare le condizioni per la crescita dimensionale, rafforzare innovazione e competenze, misurare gli effetti delle politiche.
- Percorso di Crescita Dimensionale, per rendere più graduale il passaggio tra soglie e favorire lo sviluppo dell’impresa.
- Programma Aggregazione MPMI, per accompagnare la valutazione delle imprese, le aggregazioni e l’accesso al capitale.
- Servizio Nazionale di Orientamento e Accompagnamento, con una diagnosi iniziale e un referente lungo il percorso.
- Contratto di Innovazione Integrata, per coordinare le diverse componenti dei progetti di trasformazione.
- Voucher Formazione-Innovazione, collegato ai fabbisogni e ai progetti aziendali.
- Sistema Nazionale di Misurazione degli Impatti, per seguire i risultati nel tempo.
- Finanziamento proporzionale al co-investimento, per valorizzare la capacità dei Competence Center di attrarre domanda industriale e risorse private.
La misurazione riguarda anche i Competence Center. CIM propone di valutare il proprio lavoro attraverso i risultati prodotti per le imprese, mantenendo una base stabile per la ricerca applicata e il rapporto con le università.
La conclusione
Per aumentare la produttività della manifattura occorre agire dentro le imprese e, insieme, permettere a quelle con potenziale di crescere, aggregarsi e raggiungere nuovi mercati. Gli investimenti pubblici vanno giudicati per i cambiamenti che producono nel tempo: produttività, capacità competitiva e capitale privato attivato.
Il confronto in Senato ha portato questa proposta all’attenzione delle istituzioni. Il paper offre un punto di partenza per discutere strumenti, tempi di attuazione e criteri con cui verificarne gli effetti.
Autori del Paper
Enrico Pisino CEO CIM, Competenze per Industria e Manifattura
Matteo Bandiera Program Manager – AI for Industry & Digital Integration, CIM
Graziana Di Gangi Communication & Marketing Specialist, CIM
Giulia Marcocchia Co-Responsabile scientifico, CIM Academy / Associate Professor of Strategy and Innovation Management, CY Cergy Paris Université / Senior Researcher at Transition Design Lab.
Eleonora Marino Head of Innovation & Venture Lab, CIM
Davide Martignetti Presidente, Libre Sc / Consulente Comunicazione e Marketing, CIM / Professore, IAAD
Daniele Salvaggio CEO, Imprese di Talento / Relazioni Istituzionali, CIM
Iniziativa e paper in collaborazione con Imprese di Talento